El Chaltén, capitale del Trekking in Patagonia

Cosa fare, sentieri e storia di un paese diventato famoso in tutto il mondo

El Chaltén dove si trova

El Chaltén si trova nella parte meridionale della Patagonia argentina, all’interno della provincia di Santa Cruz, nel Parque Nacional Los Glaciares. Il paese sorge ai piedi del massiccio del Fitz Roy, vicino al confine con il Cile. Grazie alla sua posizione privilegiata, El Chaltén è considerato uno dei migliori punti di partenza per scoprire i paesaggi incontaminati della Patagonia.

El Chaltén Fitzroy

El Chaltén è conosciuto in tutto il mondo come la porta d’ingresso al Monte Fitz Roy, una delle montagne più iconiche della Patagonia argentina. Questo maestoso picco attira ogni anno escursionisti, alpinisti e amanti della natura per i suoi paesaggi spettacolari e i suoi lunghi trekking. Tra i sentieri più famosi c’è quello che conduce direttamente al Laguna de los Tres, da cui si gode la miglior vista sul Fitz Roy.

El Chaltén Patagonia

El Chaltén è un paesino della Patagonia, una regione che occupa tutto il sud dell’Argentina. El Chaltén è considerata la “capitale nazionale del trekking”. Qui i paesaggi sono dominati da montagne imponenti, lagune turchesi e ghiacciai. Oltre al Fitz Roy, il paese è il punto di partenza ideale per esplorare il Cerro Torre e i tanti percorsi naturalistici che si snodano all’interno del Parque Nacional Los Glaciares, patrimonio dell’UNESCO.

El Chaltén come arrivare

Raggiungere El Chaltén è relativamente semplice: il punto di accesso principale è la città di El Calafate, collegata da voli nazionali a Buenos Aires e ad altre destinazioni argentine. Da El Calafate partono autobus giornalieri che percorrono circa 220 km attraverso paesaggi spettacolari, fino ad arrivare al villaggio. In alternativa, è possibile noleggiare un’auto per viaggiare in autonomia e fermarsi lungo la mitica Ruta 40. C’è anche chi decide di percorrere la Patagonia in bicicletta, quindi sicuramente vedrai qualche coraggioso ciclista.

El Chaltén Puerto Natales

Una tratta molto percorsa è quella che va da El Chaltén a Puerto Natale e viceversa, per cui si passa attraverso la frontiera Cile-Argentina. Questo perché gli amanti del trekking in una settimana possono farsi due percorsi molto ambiti: Laguna De Los Tres e il W Trek in Cile o per chi ha più tempo il circuito intero circolare, che si chiama appunto O Trek. Ci vogliono circa 5 ore da Puerto Natales a Calafate, fermata in frontiera per il controllo passaporti inclusa e poi altre tre ore per arrivare a El Chaltén, che vanta una piccola stazione di autobus dove comprare i biglietti. Se hai poco tempo a disposizione e vai in alta stagione, meglio comprare i biglietti del bus, online.

Milano – Buenos Aires solo andata – 5

“Un giorno sarò protagonista di un’avventura epica. Prenderò il mio zainetto, il mio laptop, girerò per gli ostelli, vedrò sorgere il sole dai vulcani, mi fermerò a lungo nei posti che mi piacciono, non dovrò pensare a quello che lascio, ma solo a quello che trovo, imparerò a surfare e arriverò al Machu Picchu camminando”. Figo, no?

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El Chaltén Calafate

El Chaltén si trova a poco più di 200 kilometri da El Calafate, che è la città principale del Parco Nazionale Los Glaciares. Tutto quello che non trovi a El Chaltén lo troverai a El Calafate. Considera che in generale fare la spesa, soprattutto a El Chaltén può essere costoso e potresti non avere molta scelta, a disposizione, proprio perché si tratta di un bellissimo paesino di montagna, un po’ isolato, pensa che non c’è nemmeno il bancomat. Quindi se c’è qualcosa che vuoi comprare prima di spostarti, come ad esempio frutta secca, cioccolata e tutto quello che ti può servire per il tuo trekking, ti consiglio di fare la spesa a El Calafate.

Ogni giorno ci sono diversi collegamenti tra i due luoghi e puoi prendere un autobus che in due ore e mezza ti porterà da una parte all’altra. A El Calafate c’è anche l’aeroporto, quindi se arrivi in Patagonia in aereo, puoi prendere il bus direttamente dall’aeroporto.

El Chaltén, cosa fare

Ci sono un sacco di attività, ma da sé che principalmente si va a El Chaltén per camminare in montagna. Quindi potrai scegliere tra una serie di percorsi semplici, come ad esempio la camminata che ti porta alla cascata Chorrillo del Salto e altri più complessi come Laguna De Los Tres e infine alcuni intermedi come ad esempio Laguna Torre. Ci sono tantissime opzioni per fare camminate di qualche ora o qualche giorno, chiedi pure all’albergo o all’ostello dove dormi perché sono molto preparati e ti saranno dare le indicazioni, anche in base al clima, visto che in Patagonia il meteo cambia in continuazione. Considera anche che quando fa caldo, puoi tuffarti in laghi e cascate e fare attività come rafting in mezzo alle correnti dei fiumi.

El Chaltén trekking

El Chaltén è famoso per i bellissimi trekking e i due principali sono Laguna de Los Tres, piuttosto complesso e Laguna Torre, adatto a tutti, perché vanta una lunga parte pianeggiante. La maggior parte delle persone viene a El Chaltén, in giornata con un tour che parte ogni giorno da El Calafate. Quindi sveglia all’alba, arrivi alla base di Laguna de Los Tres, cammini tutto il giorno e poi con un paio di ore di bus sei di nuovo a El Calafate.

Un’opzione piuttosto di fretta per i miei gusti, quindi ti consiglio di trascorrere qualche giorno a El Chaltén, almeno tre notti, se vuoi fare entrambi i trekking principali, anche perché non puoi perderti quell’atmosfera da paesino in Patagonia in mezzo alle montagne, considera che sei pur sempre in Argentina e se vuoi fare la tardi la sera, le occasioni non mancheranno, neanche in mezzo alle montagne.

El Chaltén Laguna de Los Tres

Il trekking alla Laguna de los Tres, è considerato uno dei percorsi più spettacolari dell’Argentina: circa 24 km andata e ritorno, 8-9 ore di cammino e quasi 900 metri di dislivello, con un livello di difficoltà medio-alto soprattutto per l’ultimo tratto, ripido e impegnativo.

Il sentiero parte dal villaggio oppure dall’Hostería El Pilar e attraversa boschi, torrenti glaciali e radure, regalando lungo il percorso viste suggestive sul Río de las Vueltas e prime panoramiche sul massiccio del Fitz Roy, con la possibilità di una sosta alla Laguna Capri. L’ultimo chilometro è il più duro: un’ascesa decisa su ghiaia e rocce che conduce fino allo spartiacque morenico da cui si apre lo scenario mozzafiato della laguna.

In cima, a 1.170 metri, lo sguardo si perde tra l’acqua turchese della Laguna de los Tres, le guglie imponenti del Fitz Roy che si alzano a picco alle sue spalle e, più in basso, la verde Laguna Sucia incastonata nella valle glaciale. È uno dei panorami più iconici della Patagonia, un luogo che ripaga ogni sforzo con un colpo d’occhio indimenticabile. Tecnicamente non dovresti fare il bagno, perché l’acqua del lago poi diventa l’acqua potabile per tutta la valle e quindi le creme solari potrebbero contaminare fiumi e torrenti e cambiare quindi l’ecosistema. Ho visto diversi turisti che si tuffavano nell’acqua gelata dopo il trekking, che è sicuramente una sensazione molto piacevole, ma io ho preferito evitare.

Photo by Caio Portela on Unsplash

El Chaltén Laguna Torre

Il trekking verso la Laguna Torre, è un altro dei grandi classici della Patagonia argentina, più accessibile rispetto a quello della Laguna de los Tres ma non meno spettacolare. Il percorso copre circa 18 km andata e ritorno, con un dislivello di poco superiore ai 300 metri e una durata di 6-7 ore complessive, caratterizzato da una difficoltà media che lo rende adatto a molti camminatori.

Fin dall’uscita dal paese il sentiero regala scorci sulla valle del fiume Fitz Roy e, man mano che ci si addentra, si attraversano boschi, radure erbose e morene glaciali, con soste naturali ai punti panoramici del Mirador Torre e della Laguna Margarita. L’arrivo alla laguna, a 600 metri di altitudine, è davvero emozionante: davanti si apre il bacino color grigio lattiginoso, alimentato dai ghiacciai circostanti, costellato da iceberg galleggianti e dominato dalla sagoma verticale e severa del Cerro Torre (3.128 m), spesso avvolto da nubi che ne accentuano il fascino misterioso.

È uno dei luoghi simbolo di El Chaltén, che unisce la maestosità della natura glaciale a un’atmosfera selvaggia e remota, lasciando in chi arriva la sensazione di trovarsi davvero ai confini del mondo.

Photo by Alessio Roversi on Unsplash

El Chaltén, storia

El Chaltén è è la città più giovane dell’Argentina, fondata il 12 ottobre 1985 per affermare la sovranità argentina lungo il confine con il Cile. Il suo nome, di origine tehuelche, significa “montagna che fuma”, un omaggio al Monte Fitz Roy spesso incappucciato dalle nubi. Spesso si parla di Patagonia Argentina e Patagonia Cilena e questa definizione non fa piacere agli argentini che ritengono che la Patagonia sia solo argentina.

Da avamposto strategico, El Chaltén è diventato la capitale nazionale del trekking, porta d’accesso al più vasto e mitico Parco Nazionale dei Ghiacciai. In questo angolo remoto della Patagonia hanno lasciato il segno gli alpinisti italiani: nel 1959 Cesare Maestri, con Toni Egger, rivendicò la controversa prima salita al Cerro Torre. La conquista accolta con scetticismo dalla comunità alpinistica, fu infine superata nel 1974 da una cordata italiana composta da Daniele Chiappa, Mario Conti, Casimiro Ferrari e Pino Negri, che realizzò la prima salita indiscussa della parete ovest del Cerro Torre.

El Chaltén è considerata una delle culle dell’alpinismo estremo, una destinazione con una storia affascinante e drammatica allo stesso tempo, segnata da conquiste leggendarie e da tragedie che hanno reso il Fitz Roy e il Cerro Torre montagne mitiche e temute in tutto il mondo

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Quando andare a El Chaltén

Il momento migliore per visitare El Chaltén è durante l’estate argentina, tra novembre e marzo, quando le giornate sono più lunghe e le condizioni climatiche rendono accessibili la maggior parte dei sentieri di trekking, come la Laguna de los Tres, la Laguna Capri e il Loma del Pliegue Tumbado.

Gennaio e febbraio sono i mesi più frequentati, perché anche gli argentini sono in vacanza e si spostano all’interno del paese, durante le vacanze dalla scuola. Dovrai considerare prezzi più e affollamento maggiore, visto che la Patagonia è la regione più cara rispetto al resto dell’Argentina. Novembre e marzo, invece, offrono un clima ancora favorevole e meno turisti. Io sono andata una volta a novembre e un’altra volta a fine febbraio e in entrambi i casi mi sono trovata molto bene. In inverno, da maggio a settembre, El Chaltén resta aperto, ma molti percorsi sono innevati o ghiacciati: un periodo affascinante per chi desidera paesaggi incontaminati e silenziosi, ma che richiede attrezzatura adeguata ed esperienza.

Photo by Boris Hadjur on Unsplash

Dove dormire a El Chaltén

Ci sono moltissime opzioni, io sono stata in in ostello perché è divertente condividere l’esperienza in montagna, dormire in camerata come in un qualsiasi rifugio, cenare e fare colazione insieme. Per chi preferisce maggiore privacy senza spendere troppo, ci sono numerosi hotel economici con camere private e servizi essenziali. Non mancano infine le soluzioni più costose: rifugi di lusso e boutique hotel immersi nella natura, ideali per rilassarsi dopo le lunghe giornate di trekking. Il mio consiglio è quello di prenotare soprattutto se hai in programma di viaggiare in alta stagione, perché il paese più vicino si trova a tre ore di auto, quindi meglio non rischiare.

Dove mangiare a El Chaltén

Anche per quanto riguarda la scelta culinaria, El Chaltén non delude, per questo motivo mi sento di consigliare questa destinazione anche a chi non è un gran camminatore. Puoi farti una semplice passeggiata, ammirare le montagne da un “mirador” come si dice in spagnolo e poi andare a cena fuori e goderti una bella serata, con quell’aria fresca tipica della Patagonia e mangiare mentre tramonta il sole, di solito d’estate si fa buio intorno alle 23. Puoi scegliere di andare al pub e mangiare un hamburger, puoi andare in pizzeria oppure provare il tipico asado argentino, che è praticamente una grigliata mista. Se sei vegetariano, puoi provare le tipiche empanadas di verdure e magari una tortilla che è molto diffusa in Argentina e non solo in Spagna. Se sei in partenza, puoi acquistare la mia guida che comprende una serie di indirizzi su cosa fare e dove mangiare ad El Chaltén. Ho inserito anche il luogo dove ho soggiornato che è ostello e albergo allo stesso tempo, quindi adatto a tutte le esigenze.

Mini-Guida El Chaltén

Cammina tutto il giorno per ammirare il Monte Fitzroy e poi il giorno dopo ricomincia a camminare per vedere il Cerro Torre, fai un bagno nelle gelide cascate, bevi una birretta con gli appassionati di montagna da tutto il mondo, dormi in un rifugio e scrivi i tuoi pensieri davanti ad una cioccolata calda.

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Quanti giorni stare a El Chaltén

Io ti consiglio di stare a El Chaltén almeno tre notti che è il mio consiglio universale per tutti i luoghi che vuoi visitare. La mia regola è: minimo tre giorni, anche se poi di solito mi fermo almeno sette giorni, se so che ci sono tante attività da fare e cose da vedere. Considera che il primo giorno è solo per raggiungere la località, quindi ti rimangono due giorni pieni per fare i due trekking principali: Laguna de Los Tres e Laguna Torre. Oppure scegliere di farne solo uno e il giorno dopo andare a visitare le cascate, per fare un’attività più leggera.

Consigli pratici per visitare El Chaltén

Il principale consiglio che mi sento di dare per chi sta lavorando e viaggiando è di evitare video-chiamate a El Chaltén, perché la rete funziona molto bene per lavorare, ma non tutti i giorni, dipende principalmente dal meteo, se c’è vento e piove potrebbe non arrivare bene il segnale. Quindi ti direi di non organizzare riunioni importanti o in generale appuntamenti o in video-chiamata. La copertura telefonica è garantita da un ripetitore locale, ma il segnale è spesso debole e instabile, con aree dove non prende affatto. La connessione dati è limitata (generalmente 3G) e non sempre affidabile. Anche il Wi-Fi negli hotel, ostelli e ristoranti funziona a velocità molto ridotte, sufficiente per messaggi, email e navigare, ma non per attività che richiedono banda larga.

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Photo Credits: Unsplash

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