Torres del Paine

Appena pronuncio questo nome, penso ai quattro giorni di cammino, gli 80km, il sole, il vento, la pioggia, la neve, la stanchezza e la felicità. Ho visto paesaggi e climi così diversi tra loro, avrei potuto ritrovarmi davanti un puma, all’alba, da sola e non è successo. Ma è successo che ho incontrato viaggiatori da tutto il mondo e ognuno aveva il suo valido motivo per camminare. È andata che quando ho finito il trekking ho versato lacrimoni. Un mix di stanchezza fisica e mentale. Il fatto di aver portato a termine un percorso lungo e faticoso.

El Parque Nacional Torres del Paine è uno dei luoghi più famosi al mondo per fare trekking. Si trova in Patagonia, precisamente in Cile. Si tratta di un parco nazionale enorme che offre due circuiti: il W Trek da 80km da fare in 4 giorni, e l’O Trek da 120 km da fare in una settimana.

Ora uno dice, vado al Parco Nazionale, pago l’ingresso e cammino. Eh no. Bisogna aver già organizzato tutto, mesi prima, in certi casi, sapere anche se il martedì si vuole la colazione o meno. Senza prenotazione non si entra.

Come prenotare

Ci sono varie opzioni: tenda tua, tenda loro, rifugio. E poi c’è cibo tuo o cibo loro. Ovviamente la tenda e il cibo te lo devi portare per tutto il trekking e anche l’immondizia, perché non puoi lasciare nessuna cartina, nemmeno nel rifugio. Io ho scelto rifugio e cibo loro. Per comodità. E pigrizia. Infatti sono una delle poche che ha lo zainetto minuscolo, con 4 mutandine e 4 t-shirt. Un grande esercizio di minimalismo.

Ci sono tre siti dove prenotare. È tutto sempre sold-out e devi fare degli incastri mortali, per farti il tuo percorso. Il problema è che se vuoi fare 4 giorni e 5 notti come ho fatto io, magari non trovi posto per una notte e devi andare a tentativi fino a quando non trovi tutte e 4 le notti disponibili che prenoti, un po’ da un sito e un po’ da un altro. Insomma da impazzire.

Ed è tutto carissimo. Per un trekking da 5 giorni, spendi circa 500-800 euro. Sempre per pigrizia, ad un certo punto ho mollato e un amico di un amico, di un’amica mi ha passato il numero di un’agenzia cilena, che ha prenotato per me, prendendosi le commissioni dalle strutture e io ho speso uguale, che se avessi fatto da sola. Le ho detto: voglio questo, quello, quest’altro. E ha fatto tutto lei.

Agenzia per W-Trek e O-Trek a no extra costo

Prima del trekking

Il trekking lo puoi fare da Est a Ovest oppure da Ovest a Est. Ora ci sono svariate teorie su cosa sia meglio e perché. Fondamentalmente è una questione di cosa vuoi vedere prima e cosa vuoi vedere dopo. Molti scelgono di terminare il percorso al Mirador Torres Del Paine, perché è il paesaggio più scenico. Ma secondo me, davvero non fa molto differenza, è tutto bello. Quindi meglio scegliere come è più comodo in termini di alloggio, tempi a disposizione e spostamenti. Anche perché la verità è che non si può scegliere molto, perché nel parco entrano solo tante persone quante ne possono ospitare i rifugi.

Consiglio di dormire una o due notti a Puerto Natales, una tranquilla cittadina della Patagonia, sul lago più azzurro del mondo, prima di partire per il lungo trekking. Io ho deciso di fermarmi due notti prima e due notti dopo, questo perché la prima e l’ultima notte sono sempre delle tappe tecniche per arrivare e ripartire. Inoltre il giorno in cui termini il trekking sei veramente a pezzi e hai bisogno di riposare. Puerto Natales è anche l’ultima cittadina dove troverai bancomat, supermercati, farmacie, negozi, in una parola: la civiltà.

Info pratiche

In Patagonia, il sole tramonta alle 10 di sera, quindi puoi iniziare il tuo trekking con tutta calma. E puoi permetterti di fare tante pause, camminare con il tuo ritmo. Ci sono anche molti tratti pianeggianti e semplici. Non sono proprio sicura di affermare che è un trekking per tutti. Perché ci sono dei punti piuttosto impegnativi, come Mirador Base Torres e Mirador Britannico. Però si può anche modificare il percorso, saltando ad esempio Mirador Britannico e dedicandosi ad una fantastica camminata in pianura. È assolutamente indispensabile portarsi i bastoncini da trekking.

Il percorso è ben segnalato e ogni tanto incontri altri viaggiatori. Essendo il parco così grande ed essendoci in una giornata così tante ore per fare il tuo trekking, io ho avuto la sensazione che non ci fosse poi così tante gente in giro. Forse l’unico punto veramente affollato è Base Torres, perché chi se lo fa in giornata, svegliandosi alle 4 del mattino. Cosa che non ho mai capito, io preferisco sempre dormire fino all’attrazione, alla montagna di turno, invece di farmi queste levatacce, ore e ore di mezzi pubblici in un giorno, cioè te la godi di più.

Io mi svegliavo sempre intorno alle 6 di mattina per partire alle 7. Secondo me questo è uno dei momenti più belli per camminare perché non c’è veramente nessuno in giro e quello è il momento di incontrare il puma.

Portati un po’ di contanti, ti serviranno per l’ingresso al parco, per il mini-van e per il catamarano al ritorno. Nei rifugi funziona il post, ma insomma non si sa mai. Ad esempio, io ho offerto un biglietto del catamarano ad una ragazza che era disperata e non sapeva come ritirare i contanti, perché l’unico bancomat a Paine Grande non funzionava e quindi avrebbe dovuto percorrere sei ore a piedi, per andare nell’ufficio amministrazione a pagare con carta di credito, il catamarano. Una follia. Gliel’ho regalato e lei voleva tanto i miei dati bancari per farmi il bonifico una volta tornata a casa. Io le ho detto che non era necessario, visto che tante volte nei miei viaggi, avevo incontrato persone generose che mi hanno offerto qualcosa. E quello era per me il momento di ricambiare.

Dove dormire

Io ho scelto il percorso in base all’estetica dei rifugi. Lo so che non ha molto senso, però da qualche parte dovevo pur iniziare. E a me, dopo ore passate a camminare, mi piace dormire in un bel posto. Anche se in realtà si tratta di luoghi molto semplici, con i letti a castello. Quindi, se fai il trekking da solo, ti conviene dormire in camerata. Un’altra opzione, forse più valida è quella di scegliere i rifugi, in base ai chilometri che vuoi percorrere al giorno. Oltre che alla disponibilità.

Io ho scelto l’opzione rifugio, che costa più di un campeggio, che può essere più o meno attrezzato. Per due motivi: il principale per non dovermi portare la tenda, il sacco a pelo, il materassino e la seconda per il clima. In Patagonia il clima cambia in continuazione e molto velocemente. In cinque giorni, io ho visto: sole, pioggia, neve, grandine, vento, nuvole. Soprattutto tanto vento, quindi consiglio una giacca a vento e impermeabile.

Tornando al dormire in rifugio, ho scoperto che se hai camminato tutto il giorno e poi ti ritrovi a dormire in una tenda umida, perché fuori piove che qualcuno la manda, non è il massimo. E quindi ho visto viaggiatori svegliarsi distrutti e infreddoliti da una notte in tenda. Ecco se posso evitarlo, meglio. Soprattutto in luoghi dove il tempo è veramente imprevedibile e quattro mura sono l’ideale a fine giornata.

Cosa mangiare

Oltre a prenotare il mio letto in camerata per 4 notti, ho anche prenotato colazione e cena. Mezza pensione. Per ogni pranzo invece mi sono portata due barrette altamente proteiche. A ripensarci dopo, avrei potuto anche portarmi la cena per la prima sera e forse una confezione di avena e caffè per le colazioni. Visto che ci sono delle cucine in comune nei rifugi che puoi utilizzare. I prezzi dei pasti sono davvero molto alti e la qualità non è granché. Cioè non è male, si fa mangiare. Poi tanto, muori di fame ogni giorno. Quindi ti sembra tutto buonissimo. I pasti vanno acquistati insieme al rifugio, quindi ad esempio devi ragionare così: primo giorno cena più pernottamento e colazione, secondo giorno uguale e così via.

Day 1 – Puerto Natales – Chileno

Si parte alle 7 di mattina, da Puerto Natales. Quando arrivi alla stazione degli autobus, vedrai che c’è un sacco di gente diretta a Torres Del Paine. Non preoccuparti, perché molti sono escursionisti giornalieri. E quindi potrai camminare per ore da solo/a, sapendo che prima o poi incontrerai qualcuno. O un puma. Dicono di stare tranquilli se incontri un puma. E di indietreggiare lentamente, senza perdere di vista il puma, in modo che possa scappare. Eh certo guarda. Se vedo il puma, sto tranquilla e indietreggio lentamente.

L’autobus, dopo un’oretta, ti lascia a Laguna Amarga, dove paghi l’ingresso al Parco Nazionale (quindi portati i contanti) e salire su un mini-van. Andando da Est a Ovest, considera che troverai un bar e un negozio di souvenir all’ingresso, dove bere l’ultimo caffè decente e comprare una mappa a $1. Si chiama Welcome Center.

Il rifugio Chileno, dove ho dormito la prima notte e che ho trovato molto carino si trova a due ore di distanza dall’ingresso, quindi se tutto va secondo i calcoli ci arrivi per ora di pranzo. Una volta arrivato/a lasci tutto quello che non ti serve e prosegui per il Mirador Base Torres. Si tratta di due ore di andata e due ore di ritorno. L’ultima ora in salita è piuttosto faticosa, perché cammini su pietre enormi. Lo spettacolo in cima (se il tempo lo permette) è quello che ha reso famoso il trekking. Come ti indicano tutte le guide, porta sempre con te: acqua, giacca a vento impermeabile, vestiti caldi e uno snack. Lo dico perché il primo giorno sono partita con le maniche corte e mi sono ritrovata ad indossare i guanti ad alta quota, perché nevicava.

Chilometri percorsi: 15 km
Rifugio: Cuernos

Day 2 – Chileno – Cuernos

Questo per me è stato il giorno più bello, perché si tratta di una camminata di cinque ore, tutta in pianura, con paesaggi mozzafiato. È il momento in cui cominci a comprendere l’immensità della Patagonia, costeggi il lago Nordeskoll, passi affianco la montagna Cuernos. E vedi tutti questi colori insieme: il bianco della neve, l’azzurro del laghi, il verde delle montagne e il giallo dei campi. Questo secondo giorno, mi ha veramente emozionato ad ogni passo.

Si tratta anche di un giorno in cui cammini relativamente poco. Se vuoi aggiungerci una sfacchinata, puoi anche salire di nuovo al Mirador Base Torres per vedere l’alba, aggiungendo così altre quattro ore alla giornata. Ne vale la pensa solo se è bel tempo, altrimenti non vedi molto e rifai un percorso, fatto qualche ora prima. Poi per carità, tutto bellissimo. Altrimenti un’altra opzione è quella di arrivare al rifugio Cuernos e rilassarti lungo il lago. Tanto il giorno tre sarà veramente impegnativo.

Chilometri percorsi: 12 km
Rifugio: Cuernos

Day 3 Cuernos – Paine Grande

Parti da Cuernos e costeggi il lago che è veramente meraviglioso, per arrivare al Campo Italiano. Tra tutti mi è sembrato il più triste e se vuoi stare in un campeggio, ti consiglio Cuernos che offre varie opzioni e non solo il rifugio, tra cui anche dei bungalow molto carini e quindi se siete in due potete risparmiare, oppure puoi dormire al campeggio Frances che si trova ad un’oretta da Cuernos.

Tornando al trekking, una volta arrivato al Campo Italiano, puoi lasciare tutto quello che non ti serve e in un deposito all’aria aperta, per farti una sfacchinata di due ore in salita per arrivare al Mirador Britannico, dove con molta probabilità troverai neve e ghiaccio. Si tratta di due ore e mezza in salita e altrettante in discesa. Dopo di che, altre due ore per arrivare al rifugio Paine Grande che è immenso, come dice il nome. C’è un sacco di gente, anche perché è uno dei punti di uscita dal Parco, direttamente con il Catamarano.

Chilometri percorsi: 23 km
Rifugio: Paine Grande

Day 4 – Paine Grande – Grey

Ultimo giorno di trekking, oggi è il giorno del ghiacciaio Grey, che se hai visto il Perito Moreno prima, un po’ ti sei rovinata la sorpresa. Perché nulla regge il confronto con il ghiacciaio più attivo del mondo. Oggi si parte da Paine Grande, verso le 7 per arrivare al ghiacciaio verso le 11. Io ho prenotato un’escursione e sono andata in kayak sul lago. L’attività inizia alle 11 spaccate, quindi se vuoi includerla nel tuo itinerario, te lo consiglio, ne vale assolutamente la pena. Come sempre è tutto ben segnalato e la compagnia Bigfoot Patagonia ti offre attrezzatura, quindi kayak, muta, guanti, scarpe e anche té, cioccolata calda e biscotti. Considera che fa freddo e l’acqua del lago è ghiacciata, quindi ci sta che tu ti copra bene.

L’escursione dura un’ora, il kayak ospita due persone e il concetto è quello di avvicinarsi al ghiacciaio dal lago. Una volta terminata l’attività, puoi fare il check in e rilassarti nel rifugio Grey e fare qualche camminata nei dintorni per vedere il Grey dal Mirador.

Chilometri percorsi: 22 km
Rifugio: Grey

Day 5 Grey – Puerto Natales

Il quinto giorno puoi partire con calma, tanto devi solo fare le quattro ore di camminata per tornare a Paine Grande. Attenzione che l’ultimo traghetto per tornare a Laguna Amarga, dove poi prendere il bus per Puerto Natales è alle 18. Se hai la possibilità di partire un po’ prima, fallo, perché poi l’ultimo giorno sei veramente distrutto ed è anche bello tornare alla “base” ad un orario decente e cenare in un ristorante tipico di Puerto Natales, dopo tanti giorni di cammino. Fa un po’ ritorno alla civiltà. Ti do anche un altro consiglio.

Il trekking si può concludere tranquillamente il giorno 4. Dopo il kayak che termina alle 13, torni al rifugio Paine Grande e sei in tempo per prendere l’ultimo traghetto e anche per berti una birra nell’attesa. Così ti risparmi una notte, una cena e una colazione. Visti i prezzi all’interno del parco e visto che ormai il percorso l’hai terminato.

Cosa portare

Il meno possibile, poi mi ricrederò quando imparerò a fare trekking con la tenda nello zaino, ma per adesso preferisco camminare con uno zainetto e godermi l’esperienza, piuttosto che maledire il carico ad ogni passo. Tra l’altro in tutti i rifugi ci sono stufe a legna e caminetti, quindi puoi tranquillamente lavare una maglietta e l’intimo e si asciuga in 10 minuti. Se vuoi portare un libro o un Kindle, io te lo consiglio perché la sera anche se sei stanco a volte non riesci a dormire e internet è a pagamento.Puoi comprare dei pacchetti per utilizzare il WI-FI. In linea di massima, spendi circa $10 per 8 ore.

Altra nota rispetto a questa lista che trovi qui sotto, io mi porto sempre il passaporto. Questo perché ho scoperto che in alcuni luoghi del mondo, non ti fanno entrare senza, e anche perché a volte puoi farti mettere un timbro sul passaporto del luogo in cui sei stato. A Torres Del Paine, non c’erano timbri purtroppo, ma il documento era necessario.

  • 5 Mutandine
  • 4 Magliette,
  • Leggings termico
  • T-shirt termica come pigiama
  • Bastoncini da trekking
  • Luce frontale
  • Coltellino svizzero
  • 2 paia di calzini
  • Piumino pieghevole
  • Occhiali da sole
  • Crema solare
  • Spazzolino
  • Dentifricio
  • Sapone
  • Shampoo
  • Pettine
  • Berretto per il sole
  • Cuffia per il freddo
  • Power bank
  • Caricabatterie
  • Auricolari
  • E-book
  • Passaporto
  • Portafoglio
  • Burro cacao
  • Fazzoletti
  • Salviette deumidificate
  • Spray disinfettante
  • Tutto nella sacca sottovuoto Decathlon.

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